Termografia nel settore Veterinario Stampa

L’analisi termografica condotta in ambiente veterinario permette, in modo non invasivo, la determinazione della presenza e della gravità di disparate patologie.

Patologie dei tendini e dei legamenti
La tendinite acuta si presenta, agli occhi della termocamera, come un’area calda circoscritta, compresa in una sona isotermica di forma ellittica. Con il progredire della guarigione il “disegno” tende a normalizzarsi ma la temperatura del tendine permane più alta.
Con i termogrammi, si possono osservare dei punti caldi nel periodo antecedente la comparsa di dolore o tumefazione e quindi determinare la condizione patologica: in tal modo la metodica di allenamento può essere adeguata per non ricadervi. La desmite del LSN produce punti caldi, di conseguenza la termografia viene utilizzata in sinergia con l’EOP per rilevare e/o confermare la posizione della zona algica.

Piede
La termografia permette di rilevare ed esaminare diverse affezioni del piede, quali ascessi, callosità, laminite, malattie navicolari nelle loro fasi iniziali o in assenza di dati clinici e/o radiografici certi. Deve ritenersi patologica ogni differenza di temperatura tra i piedi che sia superiore ad un grado; se tutti e quattro i piedi sono ammalati è necessario registrare le temperature tra i bulbi del fettone. La laminite si evidenzia per una temperatura superiore, fino a 2°C, del cercine coronario rispetto alla muraglia. In questo caso è importante accertare la laminite mediante l’analisi termografica prima che ne compaiano i sintomi. Il metodo si presta inoltre ad uno screening sistematico.
La malattia navicolare è invece caratterizzata da un minore flusso sanguigno. Ne consegue che la malattia si manifesterà con una riduzione della temperatura della regione. Dopo il lavoro, per esempio, la temperatura del piede sale di circa mezzo grado, ma tale innalzamento non si verifica nei cavalli affetti da malattia navicolare.

Malattie articolari
Se la radiografia è la prima metodica ad essere utilizzata per l’esame delle alterazioni ossee, la termografia invece segnala lo stato infiammatorio della capsula articolare e di quella sinoviale. Molte articolazioni disegnano un’area ovalare ipertermia sovrapposta all’articolazione, se osservata in direzione latero-mediale; il pastorale invece disegna un cerchio di ipotermia delimitato da un anello periferico di ipertermia.
Le problematiche articolari che determinano alterazioni nella mappa termica rilevata sono rilevabili due settimane circa prima della manifestazione dei sintomi clinici rendendo possibile modificare il piano di allenamento del cavallo e monitorare la situazione evitando complicazioni più serie.

Lesioni delle ossa lunghe
La termografia non può fornire molte informazioni sulle anormalità ossee, poiché le ossa sono ricoperte da strati di tessuti molli oltre che dalla cute. La termografia però si rivela utile per diagnosticare la periostosi superficiale dorsale dei MC, sia in assenza che in presenza di dati radiografici e del sintomo dolore. Le lesioni di grado 3 segnalate dal sintomo dolore e da fratture da fatica o stress si disegnano come punti caldi sulla faccia alterale o mediale del MC III più che sulla faccia dorsale.
Le stesse lesioni sono fino a 3 gradi più calde dei tessuti circostanti. Poiché le alterazioni di temperatura della parte precedono di circa due settimane la comparsa dei dati radiografici è possibile evitare che una frattura da stress si completi o si aggravi con il proseguire dell’attività sportiva.

Miopatia degli arti posteriori
Non è facile documentare e monitorare adeguatamente questa condizione clinica. La miosite può presentarsi come disegno di ampia zona ipertermia nell’ambito dei glutei. La flogosi della parte più craniale della coscia si presenta con punti caldi compresi nel muscolo quadricipite femorale, in prossimità dell’inserzione sulla rotula.
La flogosi della parte caudale della coscia viene abitualmente evidenziata alla giunzione muscolo-tendinea del muscolo semitendinoso; meno frequentemente è riscontrata come infiammazione causalmente al trocantere.
La regione lombare, sacro-iliaca, la massa dei glutei, il bicipite femorale sono ipertermici se è interessata la regione della groppa. La termografia permette di seguire nel tempo la convalescenza dell’animale.

Collo e dorso
Risulta possibile identificare e localizzare le affezioni legate a lesioni della colonna che si manifestano con dolore provocato alla palpazione, con difficoltà nel movimento e con anomalie di comportamento. La termografia permette di tracciare lo stato dei tessuti nella sede esplorata e dà informazioni sui collegamenti nervosi; altre tecniche diagnostiche, quali radiografia, ecografia e scintigrafia non hanno ancora altrettante possibilità di dare informazioni circa le malattie della colonna del cavallo. Le alterazioni della temperatura cutanea corrispondono a modificazioni del tono vasomotorio, controllato dal sistema simpatico. Queste alterazioni sono sempre accompagnate dal sintomo del dolore e appaiono come punti freddi. Oggi le affezioni croniche del dorso nel cavallo, sono considerate sindromi algiche legate al sistema simpatico: sono condizioni cliniche che si possono curare con l’agopuntura, la fisioterapia, più che con medicinali antinfiammatori.

Limiti e vantaggi della termografia

Per adoperare correttamente la termografia occorre conoscerne i limiti e precisamente:
- gli apparecchi sono costosi e non sempre l’acquisto rientra nelle possibilità di spesa del Professionista;
- la termografia localizza l’area patologica e dà informazioni di

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fisiologia e fisiopatologia ma non riconosce le eziologie;
- la termografia viene utilizzata con altri procedimenti diagnostici e non può sostituirsi ad essi;
- la termografia è meno sensibile dell’esame radiografico nel rilevare lesioni ossee croniche o molto fini;
- l’ipertermia prodotta da artrite degenerativa o di scarsa gravità non è sufficiente per essere rilevata termograficamente e la stessa cosa può accadere con lo stato infiammatorio coesistente nei tessuti molli.

 

La termografia presenta questi vantaggi:
- non è invasiva, non comporta esposizione a radiazioni ionizzanti;
- è di aiuto nel controllare le risposte alla terapia;
- è più sensibile e più oggettiva della palpazione, nel rilievo delle minime variazioni di temperatura. Per questo risulta utile in collegamento e coordinamento con la radiologia, la scintigrafia, l’ecografia;
- la termografia dà tempestivi segnali di allarme delle patologie, prima che compaiano i sintomi clinici o che si rilevino le alterazioni radiografiche. Questo permette di adottare immediate decisioni sul programma sportivo del cavallo e/o di avviare subito una terapia;
- la termografia è pressocchè equivalente

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all’ecografia nel rilevare la parte anatomica lesa, anche per confronto con quella controlaterale non danneggiata;
- la termografia si confronta abbastanza bene con la scintigrafia ossea di parti che non siano ricoperte da grosse masse muscolari.

 

 

Termografia nella ricerca clinica veterinaria
Termografia nel campo veterinarioUna particolare applicazione viene dal ricorso alla termografia, per rilevare frodi sportive attuate sottoponendo il cavallo a trattamenti che sfuggano alla ricerca anti-doping. Esempi di queste procedure illegali sono l’applicazione topica di prodotti come lo ioduro di mercurio sulla faccia dorsale del pastorale o del MC, le iniezione intradermiche di composti irritanti per accentuare la flessione dell’arto, le anestesie locoregionali, l’infiltrazione dell’area lesa con potenti analgesici, le nevrectomie dei nn. palmari e digitali.
Le variazioni di temperatura dovute a queste procedure fraudolente possono persistere anche otto giorni e non durano meno di un giorno.
Purtroppo questo tipo di indagine non è ancora abbastanza specifico nelle sue risposte, dal momento che evidenzia variazioni dei valori termici senza che se ne possano identificare le cause. E’ certo che la termografia è tanto sensibile, da segnalare l’impiego o l’applicazione di composti chimici sulle parti distali degli arti, ma occorrono ancora ricerche che provino se la termografia sia sicuramente in grado di evidenziare l’impiego di antinfiammatori o l’avvenuta esecuzione di neurotomie/nevrectomie.


Al momento, i risultati della sola termografia non consentono di squalificare un cavallo e occorre anche valutare la sensibilità cutanea o compiere l’esame fisico delle parti assoggettabili a trattamenti fraudolenti.
Numerosi veterinari utlizzano già la termografia a infrarossi come metodo non invasivo, affidabile e rapido, per individuare punti caldi. Questa tecnica fornisce infatti, in tempo reale, una mappa visiva dei gradienti della temperatura della pelle. Poiché il calore è uno dei segnali principali dell’approssimarsi di infiammazioni o infortuni, si possono usare gli infrarossi per individuare e diagnosticare con largo anticipo tali problemi. Questa tecnologia consente anche di individuare facilmente nervi e muscoli sfilacciati. Tra le applicazioni più comuni: deviazioni assiali, patologie articolari, fratture, tendinopatie, sindrome podotrocleare.
Oltre al largo impiego nella diagnosi ai cavalli, sta crescendo fortemente l’utilizzo degli infrarossi da parte di zoologi in tutto il mondo anche per comprendere meglio il comportamento degli animali, per osservarne gli spostamenti notturni o per effettuare il censimento nei parchi nazionali.